Prodotti tipici di Carmignano: i sapori genuini della Toscana

Prodotti tipici di Carmignano: i sapori genuini della Toscana

Carmignano è terra di Etruschi e dei Medici, famosa sopratutto per il vino di Carmignano: uno dei vini più antichi al mondo che si produceva sin dall’epoca etrusca, come dimostrato dai ritrovamenti di vasi di vino all’interno di alcune tombe etrusche sul Monte Albano. Ma in questa meravigliosa terra tra Prato e Pistoia non si produce solo il nettare dal colore rosso vivo, ma tantissimi prodotti tipici che la rendono unica nel suo genere. Scopriamo insieme tutti i prodotti tipici di Carmignano.

Prodotti tipici: Carmignano DOCG

Piaggia è una delle aziende che ha gentilmente donato dei premi per il nostro crowdfunding

Carmignano conta oggi una DOCG e ben quattro DOC: due rossi, il Carmignano DOCG e il Barco Reale DOC, il rosato Vin Ruspo DOC e l’ambrato Vin Santo DOC, tanto buono da abbinare con gli amaretti carmignanesi. L’arte del vino, già praticata dagli Etruschi, nel corso dei secoli successivi si era sviluppata a tal punto che un grande vino da arrosto e da cacciagione, a lungo invecchiamento, si era fatto un buon nome. Il 24 settembre 1716 il granduca Cosimo III dei medici, emana un Bando Mediceo con il quale stabilì le norme severe per la produzione, la vendemmia e la commercializzazione del vino, delimitando l’area compresa nel Barco Reale come quella destinata alla produzione. Quel bando rappresenta la prima DOCG ante litteram. Il Carmignano DOCG è un Vino dal colore rosso rubino con riflessi granato, con profumi di frutta matura a polpa rossa con note balsamiche e leggera speziatura, nel suo aroma, si nascondono tutta la storia del territorio carmignanese.

La storia e i processi di produzione di questo delizioso vino è documentato all’interno del Museo Della Vita e del Vino, gestito dalla Pro Loco di Carmignano

Prodotti tipici: Fichi Secchi di Carmignano

Fichi Secchi di Carmignano durante la lavorazione | foto di Valentino Grassi

Si tratta di una produzione di nicchia, preparati in modo tradizionale, secondo il sistema adoperato dagli antenati. Fin dal passato, è stato coltivato nelle campagne toscane ed ha avuto da sempre una connotazione tipicamente familiare. La lavorazione del prodotto è rimasta simile all’antica procedura descritta dal latino Columella nel De Re Rustica. Le varietà coltivate appartenenti alla cultivar ‘Dottato’, sono maturi a fine estate, vengono raccolti e tagliati in due parti, messi su delle stuoie di canne (canniccioni) dove gli viene fatto respirare lo zolfo ed infine vengono esposti al sole per essiccare. Terminata l’essiccatura i fichi secchi a questo punto hanno acquisito il tipico colore bianco, la morbidezza e la caratteristica gruma, ovvero lo strato zuccherino che li riveste sposandosi perfettamente con un po’ di anice in mezzo alle picce, formate da due fichi secchi accoppiati che formano un otto.

Per una produzione sana e di qualità, i produttori di fichi secchi di Carmignano si sono riuniti, ed hanno creato l’Associazione Produttori Fichi Secchi di Carmignano, muniti di un disciplinare di produzione, in cui vengono indicate le principali fasi della lavorazione del fico, hanno riportato in auge questa antica tradizione, riuscendo a far diventare questo prodotto un Presidio Slow Food.

Prodotti tipici: Cantucci

Amari è una delle aziende che ha gentilmente donato dei premi per il nostro crowdfunding

Nascono dalla consuetudine delle famiglie contadine più povere di mangiare la parte rimanente (di scarto) del filoncino dolce che il panettiere preparava per le persone più facoltose, la parte rimanente veniva chiamata, per l’appunto, “cantuccio”. All’inizio le mandorle non erano presenti. La prima ricetta con le mandorle nasce solo in un secondo momento nella versione consumata dalla Casa De’ Medici, all’epoca di Caterina. A Carmignano è l’azienda a conduzione familiare Amari a produrre deliziosi cantuccini, apprezzati in Italia e in tutto il mondo.

Prodotti tipici: gli amaretti del Fochi

Gli amaretti del Fochi: una vera e propria istituzione carmignanese

La tradizione gastronomica di Carmignano vanta la presenza di biscotti che devono il loro successo e la loro bontà alla passione e alla professionalità di pasticceri e fornai. L’origine della ricetta degli “Amaretti” risale a fine Ottocento per opera del pasticcere Giovanni Bellini, proprietario di un negozio di dolciumi situato nel centro del paese (e ancora in attività!). Grazie alla sua abilità seppe conferire un sapore particolare che ancora oggi distingue e caratterizza il suo prodotto rispetto ad altri amaretti. Si tratta di un dolcetto morbido, grande poco più di una noce, con un marcato profumo e sapore di mandorla dal colore ambrato e dalla caratteristica forma rotondeggiante e bitorzoluta, dovuta al processo artigianale con cui viene prodotto.

Prodotti tipici: la Mortadella

Mortadella di Prato | foto di VisitTuscany

In Toscana la mortadella nasce dall’esigenza di usare al meglio le carni scartate nella preparazione dei salami e i tagli suini di seconda scelta. Così, agli inizi del Novecento, a Prato si inizia a insaccare queste carni, a conciarle con spezie e liquori e a cuocerle in acqua. Nel dopoguerra questa produzione sparisce, sino a che, una trentina di anni fa, una salumeria di Prato riprende la produzione. La mortadella può avere varie forme, più vicine al salame o alla mortadella classica, si presenta con una particolare coloritura rosata tendente all’opaco, dovuta all’aggiunta di liquore (alchermes) nell’impasto, che sprigiona suggestivi profumi esotici di spezie. Si è costituito il Presidio Slow Food della Mortadella di Prato, uno dei prodotti locali più caratteristici della città di Prato. La mortadella di Prato è perfetta se gustata sul pane, con i fichi secchi di Carmignano.

Prodotti tipici: l’Olio di Carmignano

Olive pronte per essere raccolte | foto di VisitTuscany

Un altro prodotto principe di queste colline, è l’Olio. Gli ettari coperti da olivi sono il doppio di quelli delle vigne. Viene prodotto l’olio extravergine d’oliva con denominazione di indicazione geografica protetta “Toscano”, alla quale si aggiunge la specifica geografica di “Montalbano”. Le piante di olivo, per lo più secolari, sono distribuite sulle pendici del Montalbano, sono curati con regolari pratiche agronomiche. La raccolta delle olive è effettuata ancora a mano, come vuole la tradizione etrusca del luogo, poi i frutti vengono conservati in cassette in attesa della pronta frangitura. L’estrazione, che avviene presso i frantoi locali, avviene in modo naturale, attraverso l’utilizzo di processi fisici, come la centrifugazione e la decantazione, con la sola aggiunta di acqua. L’Olio presenta una tonalità dal verde al giallo oro, con un aroma fruttato che unisce i retrogusti di mandorla, carciofo e frutta matura, ne risulta anche un sapore fruttato con una percezione di piccante.

Articolo con scritto con il contributo di Azzurra Del Lucchese

Leave a Reply

Your email address will not be published.