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Jacopo Carucci (24 maggio 1494 – 2 gennaio 1557), detto Pontormo per la sua città natale, fu uno dei principali pittori e ritrattisti manieristi della scuola fiorentina del Cinquecento. Attivo al massimo del Rinascimento fiorentino, il suo lavoro è conosciuto per il suo sviluppo stilistico che nega la regolarità prospettica del Rinascimento. La sua sensibilità e interesse nello stato d’animo umano lo distinse dalle tendenze del movimento manierista, collocandolo tra gli artisti più innovativi del suo tempo.

Figlio di un pittore, il giovane Jacopo studiò con prestigiose figure della società fiorentina tra cui Leonardo da Vinci, Mariotto Albertinelli, Piero di Cosimo, e nel 1512, Andrea del Sarto, un importantissimo pittore manierista con il quale non rimase a lungo.

Pontormo dipinse a Firenze e nei suoi dintorni, spesso sostenuto dalla famiglia Medici e più tardi influenzato da un soggiorno a Roma. La sue opere sono note per figure rappresentate con volti spettrali e stilizzati, spesso con corpi allungati, una caratteristica nota in uno dei suoi primi lavori come pittore: la Visitazione e Santa Elisabetta, un affresco che risale al 1514-16.

L’agitazione e forte emotività del suo dipinto di San Michele Visdomini nel 1518 segnò il drammatico allontanamento dall’equilibrio e la tranquillità che spesso caratterizzano lo stile dei suoi predecessori. Segni distintivi del suo maturo stile manierista erano già presenti in quest’opera: energia psichica sulla fisicità, bei ritmi lineari, movimento inquieto, spazio ambiguo, colori vividi, qualità che hanno finito per caratterizzare l’artista come un singolare pittore del suo tempo.

A differenza da la maggior parte dei suoi contemporanei fiorentini, Pontormo studiò anche gli artisti del nord Europa, in particolare Albrecht Dürer. Influenzato dal suo amico Michelangelo, Pontormo sviluppò una forma più scultorea nelle sue figure, raffinando la sua emotività come pittore principalmente religioso. Durante i suoi ultimi dieci anni, divenne sempre più solitario e disturbato, persino sfuggendo da Agnolo Bronzino, che nella vita e nell’arte è stato come un figlio adottivo.

Oggi le opere di Pontormo si trovano nei musei più importanti di Firenze e nel mondo, con numerosi affreschi e dipinti esposti a Empoli, Poggio a Caiano e in altre zone nei dintorni di Firenze.